.·.·.· Ecco come è andata - parte II ·.·.·.
In questo post parlerò del decorso post-operatorio, a partire da quando mi hanno riportato in camera.
Non avrei potuto alzarmi dal letto fino al giorno successivo, per cui mi aspettava una lunga giornata ed una delle più lunghe notti (in negativo) della mia vita.
Piccola parentesi: in ospedale mi sono trovato a condividere la stanza con un coetaneo che abitava nel mio paese ai tempi di elementari e medie. Lui era dentro per problemi ad un occhio. Una circostanza più sfigata per ritrovarsi non la potevamo immaginare... 
La prima bella (eufemisticamente parlando) notizia è che, per effetto dell'anestesia, nonostante avessi recuperato la sensibilità un po' ovunque, il mio popparuolo era come morto ancora dopo parecchio tempo. Visto l'uso che ne faccio, oltre alle normali funzioni fisiologiche, la cosa non si discosta molto dalla normalità, ma purtroppo cominciavo ad accusare dolori addominali, con molta probabilità dovuti alla vescica colma. Ma vaglielo tu a spiegare al mio coso che deve svegliarsi e consentirmi di espletare... per cui, nonostante un inutile tentativo di farla nel pappagallo, l'unica alternativa era il catetere. Evviva! Fortunatamente a metterlo non ho sentito nulla, essendo che avevo ancora l'effetto dell'anestesia ma poi recuperata la sensibiltà dava fastidio... e togliendolo il giorno successivo ha fatto discretamente male... 
Il problema successivo, e direi peggiore, era il tenere la gamba tesa. Il problema persiste anche ora: mi è rimasto il ginocchio flesso, penso a causa di tutto il tempo in cui mi hanno tenuto senza sapere del mio destino e senza poter appoggiare il piede deambulando con le stampelle. L'unica alternativa era tenere il ginocchio piegato... e così è rimasto. Beh, un po' ho recuperato ovviamente, ma non ancora a sufficienza per poter camminare bene e la cosa mi sta facendo preoccupare molto.
Mi vedevo malissimo a dover stare più o meno immobile, sdraiato, cercando di sopportare il dolore e in più preoccupato di tenere sta cazzo di gamba tesa. Mi hanno sparato in vena tramite flebo, un po' di antidolorifico, altrimenti non so come avrei fatto.
Insomma, il resto del tempo è stato dolore, noia, preoccupazione, medicinali, cambio della borsa del ghiaccio, quattro chiacchiere con genitori e compagno di stanza... non vi annoio oltre con i particolari. Visite ne ho ricevute ben poche, visto il periodo di degenza molto limitato. A casa invece un po' di amici sono passati.
Arriviamo alla notte. Per farvi capire cosa io intenda per "una delle più lunghe notti della mia vita" vi basti sapere che dopo quel che mi sembrava un'enormità di tempo più o meno sveglio a soffrire, ho acceso il cellulare per controllare l'ora, ripetendomi mentalmente "fa che siano già le sei, fa che siano già le sei...". Compare l'ora: 2.50! Perfetto direi! L'infermiera mi aveva detto di aspettare il più possibile prima di richiedere dell'altro antidolorifico, per cui ho dovuto aspettare fino a dopo le 5 prima di decidermi di chiamare l'infermiera e poter avere un minino di sollievo. Insomma tra dolore, fastidio della posizione, un vecchietto che urlava lamentandosi, la preoccupazione per quel che mi aveva detto il dottore, la notte è stata lunghissima e praticamente insonne.
Il giorno seguente mi hanno confermato che, se riuscivo a "stare in piedi" mi avrebbero mandato a casa.
Quando sono arrivate le infermiere per cambiare le lenzuola hanno deciso di provare a farmi alzare. Bene!
Anzi no, prima mi hanno tolto il catetere... @#*§! Mi hanno fatto rimanere seduto un poco sul letto perchè mi girava un po' la testa: non avevo mangiato nulla tutto il giorno oltre alla debilitazione per l'operazione e alla prolungata permanenza a letto. Poi mi hanno fatto metter su una sedia. Dopo qualche minuto io ho avvisato che stavo per svenire... 
Mi hanno recuperato appena in tempo, proprio mentre già sentivo le voci lontane... così non ho perso conoscenza e sdraiato con le gambe alzate mi sono ripreso.
In seguito hanno verificato che io riuscissi a fare pipì (non che mi abbiano seguito in bagno...) e mi hanno levato la "cannuccia" della flebo, che avevo simpaticamente infilata nella vena della mano dal giorno prima.
Dopo la veloce visita di un ortopedico (purtroppo non quello che mi ha operato) mi hanno dato le carte per dimettermi e mi hanno detto che potevo andarmene quando me la sentivo, per cui prima del mezzogiorno di sabato me ne sono andato a casa. Il resto nei prossimo post 
.·.·.· Ecco come è andata - parte I ·.·.·.
Aggiorno un po' su quel che è successo dal mio ricovero in poi. Suddivido in un tot di post, in modo da non annoiare troppo i lettori con resoconti eccessivamente lunghi.
Credo ne pubblicherò uno al giorno per 3-4 giorni, senza promettere di mantenere esattamente questa frequenza di pubblicazione. Quindi se siete curiosi potete tornare a leggere nei giorni seguenti.
Innanzitutto il giorno del previsto ricovero (mercoledì 3 settembre) mi hanno solo fatto gli esami di rito e ho parlato con il medico che mi avrebbe operato e l'anestesista (sono stati più i tempi di attesa in carrozzella che altro). In mattinata mi hanno rimandato a casa, poichè mi avrebbero operato il venerdì mattina, quindi sarei rientrato direttamente alle 7 del 5 settembre per l'intervento. Meglio così, mi sono evitato un'intera giornata e una notte in più da passare in ospedale.
Il venerdì mattina arrivo puntuale e subito mi preparano per l'intervento; non sto a descrivere tutta la procedura e arrivo subito alla fase anestesia. Avrei dovuto fare solo un'anestesia spinale, con effetti di breve durata; fatta la simpatica puntura nella spina dorsale, in una gelida pre-sala operatoria (non so come chiamarla), sembra che gli effetti tardino un po', forse l'anestesista ha esagerato con il voler addormentare quasi solo la gamba destra anzichè tutta la parte inferiore del corpo. Fatto sta che ogni tanto, mentre mi sistemavano sul tavolo operatorio, testavano la sensibilità della gamba, chiedendomi se sentivo toccare e, passandomi una garza umida, se distinguevo la sensazione di bagnato. Ebbene sotto il ginocchio non sentivo praticamente nulla, ma sul ginocchio e più su sentivo. Lasciano passare qualche minuto, facendo qualche battuta, poi il chirurgo prova ad incidere ed entrare con la prima "sonda" e... cazzo! Sentivo male! 
Hanno quindi deciso di addormentarmi del tutto con un po' di gas, così purtroppo (o per fortuna) non ho più sentito né visto nulla.
Nemmeno il tempo di svegliarmi che ho trovato il dottore accanto a me che mi ha raccontato cose non belle. Mi ha detto che la situazione era peggio del previsto, che in venti anni non aveva mai visto un gionocchio così conciato dopo un infortunio e che mi consigliava di rioperarmi in un centro specializzato (da subito mi ha consigliato Varese) per ricostruire un po' di cose. Insomma, non è che è stato un bel risveglio... non so cosa volesse intendere con quella cosa dei venti anni, perchè immagino che ci sar pur stato qualcuno che si è spappolato il ginocchio in maniera peggiore, magari in un incidente d'auto! Forse intendeva in casi di infortunio sportivo... e già mi sembra così strano.
Comunque per avere un'idea del danno riporto direttamente il referto della TAC:
«Frattura del corno anteriore e del corpo del menisco laterale con flap di ribaltamento posto ventralmente. Frattura del corno posteriore del menisco mediale. Lesione completa del legamento crociato anteriore. Irregolare iperdensità di tipo lesionale del legamento collaterale laterale. Integro sia il legamento crociato posteriore che il legamento collaterale mediale. Presenza di versamento articolare».
Sul foglio di dimissioni inoltre, c'è scritto:
«[...] a seguito del suo ricovero [...], correlato a gonalgia destra post-traumatica, correlata a lesione subtotale del l.c.a. (n.d.t.: legamento crociato anteriore) e lesione complessa del corno posteriore del menisco laterale, il 5/9/2008 è stato sottoposto ad intervento di shaving del residuo l.c.a. e meniscectomia selettiva artroscopica [...]
considerare intervento di neolegamentoplastica + impianto di scaffold meniscale; il paziente è correttamente avvisato dell'evolutività delle problematiche relative alle gravi lesioni riscontrate (in particolare artrosi precoce)».
.·.·.· TaaAAaac: la sfiga è completa ·.·.·.
Oggi era il giorno della TAC. Avevo fiducia in questo esame, mi sembrava qualcosa di infallibile. Invece mi hanno fatto solo incazare come una biscia.
Veniamo ai fatti e al bollettino medico finale. Arrivo al luogo dell'esame; aspetto un poco più del previsto, comunque giunge il mio turno. Preavviso l'operatore che non riesco a distendere l'articolazione, non solo per il dolore che ne consegue ma perché è proprio bloccata "meccanicamente" dal trauma. Avviso anche che l'incidente è successo da più di una settimana.
Va beh, salgo sul lettino, mi sdraio, il tizio cerca di mettermi degli spessori sotto l'articolazione e poi mi chiede se posso distendere di più... e già lì lo maledicevo, anche perchè proprio oggi avevo deciso di smettere con gli antidolorifici. Poi fa avanzare il lettino verso il "buco" del macchinario.
Dopodiché mi chiede di alzare l'altra gamba appoggiandola sulla macchina. E va beh, proviamo... ma poi continua a fare avanzare il lettino.
Cerco di fargli capire che non sono Heater Parisi dei tempi d'oro e che così facendo, anche con la gamba sana, non sarei mai riuscito a rimanere immobile per tutto il tempo dell'esame. Lui sembra non capire, forse dovevo esprimermi esattamente così. Insomma mi chiede di stare fermo... io faccio il possibile, ma fa un male cane il ginocchio, ogni tanto mi trema la gamba e rischio pure lo stiramento di qualche muscolo inguinale.
Con quella sua vocetta del cazzo ogni tanto dall'altoparlante mi dice "fermo, fermo"... odioso!
Poi alla fine ha anche il coraggio di dirmi che mi sono mosso veramente tanto e non è sicuro del risultato dell'esame. Ed io volevo suggerire: ok, non c'è problema, studiamo un'altra posizione e rifacciamo sto cazzo di esame. Invece lui mi chiede il numero di telefono e mi dice che, se il dottore non riuscirà a capire bene dall'esame, mi chiameranno per eventualmente rifarlo.
Poi seraficamente mi dice di passare a ritirare l'esito lunedì. Cosaaaa??? Quando??? Io faccio: "come lunedì? mi avevano detto al massimo tre giorni!". E allora lui dice che se fossi andato il venerdì l'avrei avuto per quel giorno.
Esco furibondo con le stampelle, mia madre mi chiede che mi hanno detto e l'unica cosa che riesco a dire è "portami via da qui, perché se comincio con le parolacce gli smonto l'ospedale". Mia madre insiste e io: "per fa-vo-re portami via da qui... poi ti spiego". Vi lascio immaginare la gente che mi guardava un po' stranita... ma chissene.
Nell'ascensore spiego ai miei e quella santa donna che è la mia genitrice decide di salire in reparto a chiedere se ci fosse un ortopedico. Dopo un po' di tempo ritorna con il dottore che mi aveva visitato nelle due visite che avevo già fatto e mi spiega grossomodo il danno dicendomi che ero da operare... subito.
Praticamente mia madre ha incontrato il dottore che fortunatamente aveva un momento libero ed è sceso a vedere la tac su monitor insieme ad un altro dottore, valutando immediatamente il da farsi.
Rottura menisco laterale e forse mediale con dubbia lesione del legamento crociato anteriore. Si consiglia artroscopia.
In parole povere domattina mi ricoverano e dopodomani (se tutto è in ordine) mi operano, con un intervento di quelli poco invasivi... almeno spero.
Non so dirvi molto dei tempi di recupero, appunto perchè non sarà ben chiaro il trauma finché non mi pianteranno dentro il bisturi, vista la tac tremula.
In ospedale spero di rimanere pochi giorni, aggiornerò il bollettino medico appena me la sentirò.



