.·.·.· Notizie funeste ·.·.·.
Non sto a dire la notizia, perché avrete sentito e letto tutti di quel palazzo squarciato da un'esplosione a Milano. Appena ho sentito dell'accaduto e ho udito il nome della via ho chiesto a mio padre se sapeva in che zona fosse. Lui lavorava per l'AEM (ma nel settore dell'elettricità) e girando sempre per Milano si ricorda di un sacco di vie. Stavolta non era sicuro, perché si confondeva tra via Lomellina e via Valtellina (io confondo cose ben peggiori), poi non è mai stata una zona di sua competenza. Fatto sta che a me suonava familiare via Lomellina, ma non ricordavo perché.
Poi mi ha ricucito la memoria una mia amica, che mi ha ricordato che ci abita lei in via Lomellina, nelle immediate vicinanze del palazzo sventrato. L'avevo pure accompagnata lì un paio di settimane fa, al ritorno dal concerto degli Afterhours all'Idroscalo. Io però avevo in mente solo viale Corsica, come zona e non il nome esatto della via.
Tra l'altro stavo per scriverne qui del concerto e soprattutto di questa rimpatriata curiosa. Siamo stati per anni senza vederci, pur stando relativamente vicini. Non si riusciva mai a mettersi d'accordo per trovarsi poi, un pomeriggio, son bastate due frasi scambiate sul messenger e la notizia di questo concerto gratuito, per ritrovarsi come se fossero passati solo pochi giorni.
Insomma, fortunatamente lei ha rimediato solo un grande spavento e l'edificio in cui alloggia non ha riportato danni. E' solo rimasta, giustamente, un po' scossa. Fa sempre riflettere il fatto che sarebbe bastato rientrare in casa qualche minuto dopo per essere investiti in pieno dall'onda d'urto o, peggio, da pezzi di macerie. Ora le ci vorrà qualche tempo per riporre in un angolo della mente i ricordi delle immagini che ha visto quando, spaventata dall'esplosione, è corsa in strada...
Devo purtroppo aggiungere un'altra parte a questo post: questa sera ho ricevuto, come una sassata, una triste notizia che riguarda il mio giro d'amicizie. Si tratta di un lutto e in questi casi non so mai cosa dire e fare... Però, siccome so che questo mio amico passa spesso a leggere, vorrei provare a rivolgergli, anche qui, queste semplici parole: sappi che io e gli altri ci siamo, per qualsiasi cosa, anche in momenti come questo... e quando vorrai parlare, sfogarti o semplicemente distrarti, sai dove trovarci.
.·.·.· Salto nel pigiama ·.·.·.
Forse non sono ancora pronto a tornare a scrivere post seri, per cui rimando ancora commenti e opinioni su argomenti di attualità e tergiverso con un raccontino leggero.
Siccome a Milano comincia a non fare più tanto caldo la sera, l'altro giorno ho deciso di passare al "pigiama lungo" per dormire. Questo mi ha portato alla mente un episodio vagamente divertente che vado a raccontare.
Vi fu un tempo -ormai remoto- in cui, anche se non l'avreste mai detto, il prode Tron era felicemente fidanzato. Giovanissimo, ma fidanzato e felice. Ma questi sono dettagli, veniamo alle cose serie.
La mia innamorata un bel giorno mi regalò un pigiama, non ricordo in quale ricorrenza; un pigiama lungo, ma abbastanza leggero. Nessuno mai (genitrici escluse) mi aveva regalato un pigiama, per cui il gesto in sé era apprezzabile e pregno di emozioni positive. Fin qui nulla da eccepire.
Purtroppo,però, il pigiama in questione non l'ho mai molto apprezzato a livello estetico o, per meglio dire, non c'entrava un fringuello con la mia personalità in crescita. Ora non sto a dirvi il perché, visto che già l'episodio nocciolo del racconto getta inquietanti luci e ombre sul mio essere.
La storia d'amore finì, anche abbastanza malamente, e il peccato fu creder speciale una storia normale, come direbbe il Guccio. Lasciò ovvie ed indelebili tracce nel mio "animo sensibile" ma, come si è già intuito, la vicenda sentimentale è solo un preambolo. Fatto sta per un bel po' non volli più avere niente a che fare con cose che potessero ricordarmi la mia bella e, fosse per me, quel pigiama sarebbe già stato buttato. Ma sono stato cresciuto con giusti valori anti-spreco e, dopo una cospicua quantità di tempo, presi coraggio per reindossare il pigiama, tanto a dormire non mi vedeva nessuno e certi traumi bisognerà pur superarli in qualche modo.
Qui però devo ricordare a chi è arrivato a leggere fin qui che, quando mio fratello viveva ancora con noi e si condivideva la stessa camera, ogni tanto ci si sfidava, col rischio di procurarsi dolori indicibili, ad infilare i pantaloni del pigiama al volo. Solo che si provava con il pigiama corto; si afferra l'elastico dei pantaloncini con due mani e lo si tiene allargato per bene, poi un bel salto a piedi quasi uniti e, con scatto felino ed abile mossa si cerca di infilarli. Semplice no?
Il brutto è che io, fiducioso delle mie doti atletiche, in un momento di follia volli provare con il pigiama dell'ex che, per i motivi suddetti, era ritenuto poco simpatico e decisamente sacrificabile. Immaginiamoci ora il momento: pronto per andare a dormire, colto da un irrefrenabile impulso di sfida con me stesso. Un minimo di concentrazione... sciolgo i muscoli... mi ripeto che ce la farò... via! Scratchsssssss... "Merda! Ho sfasciato il pigiama!". Risatine solitarie.. uhahahaha... "e va beh, almeno ora ho la scusa per buttarlo". Praticamente avevo infilato un piede nella tasca posteriore strappandola con un discreto squarcio nel tessuto a cui era cucita. D'altronde o il pigiama o l'integrita di ossa e legamenti! 
La mattina spiegai l'ilare accadimento alla genitrice che però, con una certa mia delusione, mi disse "lo possiamo ricostruire, tanto il rattoppo si maschera con la cucitura della tasca".
Ora che mi è tornata in mente la cosa sto meditando di riprovarci... 
.·.·.· Pessimismo e fastidio ·.·.·.
Una cosa buona delle vacanze è stata che per un buon numero di giorni, ho potuto stare senza vedere certe facce ai telegiornali, che hanno il potere di irritarmi quasi solo a sentirne il nome. Gente tipo Cicchitto, Bondi, Bonaiuti... di cui ormai posso prevedere in anticipo le probabili dichiarazioni. Gente che, forse, anche se avessero idee politico-sociali concordanti con le mie, mi peserebbero lo stesso sulle sacche scrotali, così, proprio "a pelle". Tutto questo per dire che, considerando che oggi non mi pare di aver visto ai TG uno di quei facciotti in grado di rovinare una giornata, non mi spiego del tutto l'acidità/malumore di oggi.
Forse (dico forse, ma lo so già di essere così) ci sono momenti più o meno brevi, in cui ogni cosa ed ogni persona sarebbero in grado di irritarmi.
Ed oggi è forse un giorno di questi. Uno di quei giorni in cui non sopporto nemmeno me stesso...
Giorni in cui danno fastidio delle piccole cose. Giorni in cui da fastidio il semplice camminare ansioso di qualcuno, danno fastidio i muratori a fianco, i pappagalli del vicino, l'abbaiare di un cane in lontananza, alcuni gesti delle persone...
Giorni in cui danno particolarmente fastidio persone che si fanno vive solo quando hanno bisogno, ma danno anche quasi fastidio quelle che vorrebbero starti vicino ma sono geograficamente troppo distanti per farlo (e pertanto non ci sono quando servirebbero)...
Un giorno indubbiamente un po' egoista, dopo alcuni giorni in cui ho cercato di aiutare altri. Un giorno in cui mi rendo conto di essere sempre in ritardo pure con le scelte di vita, un giorno in cui non sopporto di non aver ancora dato una svolta decisa alla mia esistenza.
Ma tranquilli, passerà in fretta... e poi magari era tutta una strategia per riciclare un vecchio disegnino... 



