.·.·.· Cromosomi corsari di Longobardi, di Celti e Romani dell'antica pianura ·.·.·.

venerdì, 29 aprile 2005

Giustamente in un commento al post precedente mi si chiedeva il significato della parola Insubria. Premetto che non lo sapevo nemmeno io (la storia non è mai stato il mio forte) e ho dovuto un minimo documentarmi dopo essere stato alla serata. L'Insubria era una regione storica dell'Italia settentrionale, che prendeva il nome dagli antichi Insubri che l'abitavano; corrispondeva all'incirca all'odierna Lombardia. Gli Insubri erano una popolazione celtica; fondarono il nucleo originario di Milano (attorno al 600 a.C.) che poi, all'arrivo dei Romani (poco dopo il 200 a.C.), prese il nome di Mediolanum. Ora finalmente mi tornano in mente i ricordi. Ricordo le gesta di barbari e celti, lette su un libro a fumetti che parlava della della storia del luogo in cui vivo e ho sempre vissuto. Me lo comprarono i miei genitori, alla Fiera di Abbiategrasso, quand'ero un fanciullo felice e scorrazzavo tra le bancarelle con fratello e cugini.
Purtoppo se solo si cerca in rete qualcosa sull'Insubria, potrebbero saltare fuori vari siti riconducibili a Lega Nord e Padania. Ci tengo a sottolineare la mia distanza dal pensiero di certi nostri conterranei di cui disprezzo la maggior parte delle idee. Gente come Calderoli, Borghezio, Castelli o lo stesso Bossi, che reclamano le proprie origini celtiche... la cosa mi fa rabbrividire. Sento in me "cromosomi corsari di Longobardi, di Celti e Romani dell'antica pianura" (tanto per citare Guccini), ma mi ripugna avere qualcosa in comune con certa gente.
L'immagine che accompagna il testo è la scansione del portachiavi a cui facevo riferimento nel post precedente.


# appunti di Tron delle ore 11:52 ||permalink|| ||commenti (7)||

.·.·.· PerchĂ© non cedere in concessione lo sfintere di qualche governante? ·.·.·.

giovedì, 28 aprile 2005

Questo governo ci ha abituato a dichiarazioni "folkloristiche" ed idee bilslacche ed incoscienti. In questi ultimi giorni poi, hanno infilato una serie di uscite veramente da far venire i brividi, tanto che non mi cimenterò nemmeno a commentarle tutte.
Il titolo fa chiaramente riferimento a quella dichiarazione del redivivo Tremonti; speravamo di essercelo levato dai sacchi scrotali ed invece ritorna "in prima serata", in versione cabarettistica. La sua fanta-proposta incarna lo scarso rispetto ambientale sempre dimostrato da questo governo, che non fa mistero delle sue idee riassumibili, a mio parere, nell'espressione: ambiente e salute sono tranquillamente sacrificabili a favore del vile denaro. Andrebbero fatte le dovute precisazioni e confutazioni, ma non è questo lo scopo della mia odierna esternazione. Probabilmente l'idea di Tremonti sarebbe tranquillamente tacciabile come "enorme idiozia" anche senza considerare le implicazioni paesaggistiche.
Io vorrei solo che tanti, anzi tutti, gli Italiani senzienti si soffermassero a pensare a quante e quali contraddizioni ha espresso questo governo; quali squilibri sociali sta portando; quali illusioni pretenda di dare; quali danni abbia provocato e quanti ne possa provocare in futuro. Alcuni provvedimenti, poi, non creano danni immediati, ma avranno ripercussioni severe negli anni a venire (vedi tagli alla ricerca).
Io ho un timore. Oggi pare che il clima abbia decisamente voltato verso la bella stagione e, conoscendo un po' gli Italiani, so che le loro menti già fin da ora sono proiettate alle vacanze. Una buona massa di persone prenderà a fregarsene più del solito di tutto ciò che accadrà in politica. I telegiornali cominceranno a parlare sempre più di futilità e di mete per le gite fuori porta e le vacanze.
Io, se solo potessi, vorrei fare un appello: non mandate subito in vacanza anche il cervello. Mantenete l'attenzione a quel che vi capita attorno; non preoccupatevi solo del vostro piccolo mondo. Ogni tanto fermatevi e pensate più in grande.

Ora passiamo ad argometi più leggeri, che mi tocca affrontare giusto per spiegare la foto che accompagna il post (che poi è una scansione ritoccata). E' solo l'ultimo pezzo aggiunto alla mia "collezione" acquistato sabato scorso all'Insubria Festival a Marcallo con Casone (MI). Sono stato con gli amici a questa serata celtica ed una bancarella ha conquistato la mia attenzione; ho dovuto per forza andarmene acquistando l'oggettino della foto ed un portachiavi che andrà ad occupare lo spazio vuoto creatosi quando buttai quello regalatomi da un'ex-amica. Sì ok, sono bastardo, ma non posso tenermi in tasca cose regalatemi da una persona che ho smesso di stimare da mesi.


# appunti di Tron delle ore 02:49 ||permalink|| ||commenti (4)||

.·.·.· 25 Aprile - Per non dimenticare ·.·.·.

lunedì, 25 aprile 2005

«Quando travolsero i confini
mi fu detto di arrendermi
e questo non potevo farlo
ho preso il mio fucile e sono sparito.

Ho cambiato il mio nome tante volte
ho perso mia moglie e i figli
ma ho molti amici
e alcuni di loro sono con me.

Una donna anziana ci ha dato riparo
ci ha nascosto in soffitta
poi sono arrivati i soldati
è morta senza un sospiro.

Eravamo in tre questa mattina
sono rimasto solo questa sera
ma devo andare avanti
le frontiere sono la mia prigione.

Ma il vento, il vento sta soffiando
tra le tombe il vento sta soffiando
come la libertà verrà presto
e allora noi usciremo dall'ombra.­»


(Traduzione di The Partisan di Leonard Cohen)


Questa è solo una parte del testo di questa canzone. Ispirata alla resistenza francese si può facilmente estendere ad altre resistenze per la libertà dei popoli e se ne può estrarre un significato più universale.
La canzone di Cohen riprende La complainte du partisan (testo: E. d'Astier de la Vigerie, adattato da Hy Zaret - musica: Anna Marly)

"The Partisan" si può ascoltare sui siti:
www.arci.it
www.ilmanifesto.it
www.liberazione.it
www.unita.it


# appunti di Tron delle ore 19:51 ||permalink|| ||commenti (5)||
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