.·.·.· Una storia de ca' nostra ·.·.·.
Pian piano ricomincerò a scrivere e, inevitabilmente, tornerò a trattare anche molte futilità (almeno paragonate a certi avvenimenti e argomenti); anche quelle, comunque, aiutano a "campare".
Con un po' di ritardo vorrei ricordare che venerdì scorso ho recitato in uno spettacolo teatrale, di sera, in piazza, qui nel mio paesiello. Poca cosa... dovevo giusto dire due battute e stare in scena per pochi minuti. I più attenti lettori (hehehe... mi fa un po' ridere visto che il totale di gente che legge non credo arrivi alla decina) forse ricorderanno che avevo già accennato al fatto che recito in una compagnia teatrale dialettale; niente di particolare, tutti dilettanti senza troppe pretese, ma la cosa mi piace ed è spesso e volentieri divertente. La compagnia si chiama "I Fasoeu", nome che deriva dal modo in cui vengono chiamati gli abitanti del mio paese; la rappresentazione, inserita nel programma dell'Autunno Albairatese (che proseguirà fino al 4 ottobre), era una commedia brillante, in sei scene, tratta da fatti realmente accaduti nel 1897, dal titolo "Una storia de ca' nostra" (qualcuno dice anche "Una nostra storia", ma il significato rimane lo stesso).
Era già stata rappresentata quasi vent'anni fa, quand'ero ancora bambino e mai avrei pensato un giorno di recitare nella stessa commedia, nella stessa piazza. Come sfondo delle scene, oggi come allora, abbiamo usato dei grandi quadri (circa 2x2 mt) realizzati da pittori albairatesi.
Io facevo la parte del "fitaul", ovverosia un proprietario terriero, in una scena in cui la gente era apena uscita dalla messa, per cui dovevo essere ben vestito, cercando di tenere un "look" compatibile con quell'epoca. Se riesco metterò qui un fotogramma delle riprese che ha fatto mio fratello.
Detto questo, non posso dire che lo spettacolo sia stato un successo. Sì, certo, ci han fatto dei complimenti, ma temo abbia prevalso l'inadeguatezza dell'impianto audio (credo che in fondo non abbiano sentito nemmeno una parola) e si sia pagata l'inesperienza di alcuni attori (me compreso).
Prossimamente racconterò invece la serata del "Rock & Beer" di sabato, che non è andato affatto male, nonostante alcune premesse che facevano temere l'insuccesso.
.·.·.· Abulia scrittoria ·.·.·.
Come si può vedere è da parecchio che non scrivevo più nulla sul mio blog. Non ci sono motivi precisi e volendo di cose da dire ne avevo, ma... non so. Credo che la mia "abulia scrittoria" sia subentrata dopo i fatti di Beslan in Ossezia. Non voglio star qui a far retorica né a descrivere esattamente il mio sentire nel vivere lo stesso tempo di certe tragedie. Certe cose sembravano poter succedere solo in un lontano passato, pensavo di doverle solo leggere sui libri di storia o sentite raccontate nei documentari. Evidentemente l'uomo non ha ancora imparato abbastanza dai propri errori e forse non imparerà mai... la storia e le sue atrocità si dimenticano troppo in fretta.
.·.·.· L'estate sta finendo ·.·.·.
Riprendo nel titolo un noto ritornello dei Righeira, banale ma appropriato. Il tempo per scrivere qualcosa qui l'ho anche avuto, ma non trovavo la voglia. Ora me la son fatta venire per forza, altrimenti rimangono troppe cose in sospeso.
Siamo ormai a settembre, le vacanze son finite, volate via ancor più velocemente degli altri anni, e forse sarà sempre peggio...
Questa settimana sono tornato al lavoro. Al solito non sono riuscito a concludere molto in quest'estate. Speravo di portare avanti qualche hobby, di finire di leggere dei libri, di fare il book elettronico per l'università ... Inutile dire che non ho fatto nulla di tutto questo, a parte poche cose.
La mia settimana di vacanza l'ho passata in montagna, con mio fratello e la sua famiglia. Val d'Aosta, in val di Gressoney, precisamente a Issime. Purtroppo è stata funestata dal mal tempo e sono stati pochi i giorni in cui abbiam potuto fare delle escursioni. Avevo portato anche la mountain bike, ma l'impatto con i tornanti in salita non è stato simpatico... ![]()
Continuerò in prossimi post. Tra l'altro ho alcuni schizzi di disegni fatti in montagna (il maltempo in questo senso ha aiutato, costringendomi in casa) con cui potrò accompagnare il testo.



